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cappellano

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Dal libro di Paul Glynn " Pace su Nagasaki. Il medico che guariva i cuori".

" Le parole del Discorso della montagna " Beati quelli che piangono" devono essere prese alla lettera dai medici. Un vero medico soffre con ciascuno dei suoi pazienti.
Se il paziente ha paura di morire, anche il medico ha paura.
Quando il malato finalmente guarisce e dice: "Grazie", anche il medico risponde: "Grazie".
Se il tuo paziente è un vecchio, trattalo come fosse tuo padre; se è un bambino come fosse tuo figlio ...
Ogni paziente diventa tuo fratello, tua sorella, tua madre e tu sei tutto per lui.
Guardi e riguardi con ansia quegli esami e quei raggi, mediti sulla cartella clinica, non lasci nulla di intentato...
Come sbagliavo quando, appena laureato, credevo che la pratica medica fosse una questione di tecnica! Come se il medico fosse il meccanico di quella macchina che si chiama corpo!
No, un medico deve essere una persona che sente nel proprio corpo e nel proprio spirito ciò che il malato soffre nel corpo e nello spirito...
Sono arrivato a capire che la medicina è una vocazione, una chiamata personale da parte di Dio. Il che significa che esaminare un paziente, fargli i raggi o fargli un'iniezione è parte del regno di Dio.
Quando me ne sono reso conto, mi sono scoperto a pregare per ciascuno dei miei malati. "

Tratto dal libro di Paul Glynn " Pace su Nagasaki. Il medico che guariva i cuori", edizioni Paoline, pagina 267.